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"Ho cominciato
a correre perchè era una passione di famiglia" esordisce Franco
dall'Ara "ma sempre mi sono dovuto arrangiare da solo. Ho fatto molti
sacrifici per andare avanti, e nonostante i risultati non era facile
trovare una moto. Sono diventato professionista, se si può parlare di
professionismo quando sono entrato a far parte della Rumi. Erano gli
anni del boom economico e in Italia molte nuove fabbriche si
impegnavano nelle competizioni. Lavorai alla Rumi nel reparto di
montaggio e al tempo stesso come collaudatore con Carissoni. Un'altra
moto di cui mi ricordo in modo particolare è la MIVAL: con quella
vincemmo tutto, era eccezionale per l'epoca."
Il suo nome è
legato al filo doppio con la Valli Bergamasche, uante ne hai vinte?
"Cinque e mezzo". Come cinque e mezzo? " Si avete capito bene cinque e
mezzo. Quella del 1964 l'avevo vinta, poi hanno tolto il controllo
dove Camper aveva preso i punti e la vittoria è andata a lui. Io avevo
la Guzzi 250, molto più pesante della sua Zundapp 75, ma ero riuscito
a batterlo ugualmente. Ho vissuto la Valli come pilota e poi come
organizzatore, fino a quando i piloti hanno cominciato a contestare
troppo per i miei gusti, allora sono uscito di scena." Quale Valli le
ha lasciato il ricordo più vivo? Gli occhi del Dalarù come è
conosciuto nell'ambiente lasciano trasparire un po di emozione e
svanisce il suo carattere freddo e duro come una roccia, tipico dei
bergamaschi d'altri tempi. Inevitabile è il ricordo di Luciano il
fratello che, dopo aver seguito le orme e essere diventato un
campione, è stato portato via dal destino. " Mi ricordo di una Valli
in cui Luciano ed io battagliammo per tutto il tempo. Io forai il
secondo giorno, lui il terzo, ma non riuscii ugualmente a strappargli
la vittoria. Nonostante fossimo fratelli e corressimo entrambi in
moto, le nostre strade erano ben distinte e raramente riuscivamo ad
allenarci insieme. Io l'ho indirizzato, l'ho seguito agli inizi, poi
non c'è stato più bisogno e ha proseguito la sua strada da solo,
diventando quello che tutti sappiamo. Non era lui il solo avversario,
erano molti, ma io che in sella ero veramente sicuro di me, posso dire
di non aver temuto nessuno, tedeschi a parte."
Abbandonata la
carriera agonistica, Franco dall'Ara si è impegnato
nell'organizzazione delle Valli, diventando il più luminoso erede di
Fulvio Maffettini. " Andavo a cercare i percorsi" ricorda "con Corbani,
Consonni e con Francesco Foresti. Quella forse era la parte più
divertente del lavoro da organizzatore, uscire in moto con gli amici
alla ricerca di nuovi tratti, a stretto contatto con la natura, era
entusiasmante. Poi i piloti hanno cominciato a contestare la gara
troppo dura e a pretendere un altro tipo di manifestazione e,
piuttosto di fare una Valli che non sentivo mia, ho abbandonato."
1953 - 1°
Milano/Taranto (Mival 175)
1955 - 1°
Valli Bergamasche (Mival 125)
1956 - 1°
Valli Bergamasche (Mival 125) 1° Campionato italiano regolarità (Mival
125)
1957 - 1°
Valli Bergamasche (Mival 125) 1° Campionato italiano regolarità classe
250(Guzzi)
1960 - 1°
Valli Bergamasche classe 250 (Guzzi)
1963 - 1°
Valli Bergamasche classe 100 (Guzzi)
17 volte
partecipante alla Se Giorni con 10 medaglie d'oro, più volte
componente della squadra vincitrice del Campionato italiano
regolarità. Vincitore di cinque Circuiti di velocità.
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